mercoledì 29 dicembre 2010

Adattare una webcam ad un telescopio con portaoculari da 31.7mm

La webcam utilizzata è una Logitech C120 acquistata in una nota di catena di negozi di informatica. Vediamo ora come adattarla al nostro telescopio con portaoculari da 31.7mm ; elenchiamo quello che di cui abbiamo bisogno:
  • una Logitech C120;
  • un paio di portarullini (uno da applicare alla webcam e uno per la minuteria);
  • un cacciavite di precisione a stella;
  • un cacciavite di precisione a taglio;
  • un coltello;
  • un rotolo di nastro isolante.
Foto 1
 1) Con il cacciavite di precisione a taglio sollevate il tappino in gomma sul lato della webcam.
Foto 2
Foto 3












2) Con il cacciavite di precisione a stella estrarre la vite dal foro, come nella Foto 2.
Foto 5
Foto 4












3) Estrarre il guscio lucido, come nella Foto 4.
Foto 6
Foto 7












4) Aprire l'involucro della webcam.
Foto 8
5) Estrarre prima il dischetto in plastica attraverso il quale si regola il focus dopodiché svitare la lente.
Foto 9
Foto 10













6) Tagliare delle striscioline di nastro isolante, sovrapporle ed infine applicarle sul componente contrassegnato come D1 (ovvero il led che resta acceso quando la webcam è in funzione).
Foto 11
7) Ora viene il bello: rimontare la webcam. Prendere la metà sinistra (con l'obiettivo rivolto verso di voi) dell'involucro e inserire la parte elettronica dal lato del "taglietto" che si vede nella Foto 11 sul chip, sotto l'obiettivo sulla sinistra.
Foto 12
8) Riposizionare nelle loro locazioni il pulsante e il filo con interfaccia USB.
Foto 13
9) Chiudere l'involucro, reinserire la vite all'interno della propria locazione e avvitarla.
Foto 14
10) Reinserire il guscio lucido.
Foto 15
Foto 16










11) Tagliare il fondo del portarullini (non è un problema se il taglio non è dritto).
Foto 17
12) Tagliare quattro pezzi di nastro isolante di cui uno più corto degli altri e applicarli sul portarullini sul lato del tappo, come nella Foto 17.
Foto 19
Foto 18











13) Applicare il portarullini alla webca, fissarlo con il nastro isolante avendo cura di posizionare l'obiettivo circa sull'asse di rotazione del portarullini e che il pezzo di nastro isolante più corto vada  vicino al pulsante della webcam, in modo da non toccarlo. Fissare ora il tutto con un altro pezzo di nastro isolante come nella Foto 19.
Foto 21
Foto 20











Questo è il risultato. In uno dei prossimi interventi posterò un po' di immagini fatte con la webcam in questione. Cieli sereni!

domenica 26 dicembre 2010

Autocostuzione di un filtro solare con un foglio di Astrosolar

Vista l'imminente eclissi solare del 04 gennaio 2011, mi sono preparato a dovere acquistando da Ottica San Marco un foglio A4 di Astrosolar col quale poter osservare l'eclissi col mio telescopio (sempre se Giove Pluvio ci fa la grazia!)
In questo intervento spiegherò come costruire un semplice filtro con materiali  facilmente reperibili. Procediamo!
Foto 1
Nella Foto 1 ci sono gli oggetti che ho utilizzato:
  • Forbici
  • Cucitrice
  • Scotch
  • Righello o Riga
  • Metro da sarto
  • Matita
  • Guanti in lattice
  • Vernice spray
  • Colla vinilica
  • Foglio di Astrosolar (ovviamente!!!)
  • Cartoncino (tipo Bristol) 
  • Compasso
Un consiglio: leggete prima tutto l'articolo per capire i passi da seguire.
Foto 2

 Nella Foto 2 c'è il contenuto del pacco inviatomi da Ottica San Marco.
Foto 3
Gli opuscoli  in Foto 3 sono in cartocino rigido formato A3 pigato in due, pertanto ho utilizzato questi per realizzare il filtro.
Foto 4
1) Ho tagliato in due il foglio lungo la piegatura.
Foto 5
2) Ho unito i due pezzi di cartoncino lungo il lato corto con lo scotch come in Foto 5.
Foto 6
3) Tracciate una linea parallela al bordo ad una distanza di 1.5-2 cm da quest'ultimo, personalmente ho utilizzato il righello per segnare i 2cm dal bordo e il metro da sarto per tirare la linea.
Foto 7
4) Tracciate un'altra linea sempre parallela al bordo ad una distanza di 10-11 cm.
Foto 8
5) Tagliate il cartoncino lungo la linea a 10-11cm dal bordo come nella Foto 8.
Figura 9
6) Adattate il cartoncino lungo il diametro dell'apertura del vostro telescopio, avendo cura che i bordi lunghi del cartoncino combacino.
Foto 10
7) Tracciate una linea lungo il bordo, dove il cartoncino si sovrappone come nella Foto 10.
Foto 11
8) Fissate con lo scotch e provate ad inserirlo sull'apertura del telescopio: 
  • se non entra o è troppo largo, tagliate lo scotch e riprovate a prendere le misure;
  • se entra abbastanza e non è troppo lasco passate al prossimo punto (N.B. il "cilindro" deve restare nella sua locazione senza traballare anche se il telescopio viene urtato, pertanto fate le prove tenendo presente anche questo: se casualmente il vostro telescopio viene urtato e cade il filtro mentre stiamo guardando la nostra bella eclissi? Non ci voglio nemmeno pensare!).
Foto 12
9) Dopo aver preso le giuste misure, con la cucitrice spillate dove il cartoncino si sovrappone lungo il bordo opposto a quello dove abbiamo tracciato la linea a 1.5-2cm dal bordo come nella Foto 12.
Foto 13
10) Realizzate dei "dentini" ad intervalli di circa 2cm tagliando verticalmente al bordo fino alla linea tracciata in precedenza come nella Foto 13.
Foto 14
11) Posizionate il cilindro con i "dentini" rivolti verso l'esterno sul cartoncino che vi è avanzato (che avrete preventivamente piegato in due; se non vi è chiaro lo capirete poco più avanti) e tracciate su quest'ultimo delle linee in modo che tutti i "dentini" risiedano all'interno del quadrato che state tracciando.
Foto 15
12) Tagliate ora lungo 3 dei 4 lati del quadrato in modo da avere due quadrati affiancati con un lato in comune (nella Foto 15 non si vede ma spero di essermi spiegato, altrimenti vi sarà più chiaro nel seguito dell'intervento).
Foto 16
13) Su questo cartoncino con il compasso (o con il tappo del vostro telescopio) tracciate una circonferenza con diametro uguale a quello del vostro telescopio.
Foto 17
14) Effettuate dei tagli al centro della circonferenza tracciata in modo da far entrare le forbici e tagliate lungo la circonferenza.
Foto 18
15) Otterrete ciò che è rappresentato nella Foto 18 (con questa foto spero abbiate capito il discorso fatto ai punti 11 e 12).
Foto 19
16) Riposizionate il "cilindro" con i "dentini" aperti sul cartoncino come in Foto 19 e spillate con la cucitrice su ogni "dentino".
Foto 20
17) Otterrete come risultato ciò che è raffigurato nella Foto 20.
Foto 21
18) Con la vernice spray verniciate la struttura ottenuta e lasciate asciugare (3-4 ore).
Foto 22
19) Quando la vernice è asciutta, posizionate la struttura sul vostro tavolo come nella Foto 22.
Foto 23
20) Adagiate il foglio di Astrosolar sulla struttura.
Foto 24
21) Tagliate la parte superflua come nella Foto 24 e spillate lungo il bordo più esterno avendo cura di NON TENSIONARE TROPPO IL FOGLIO DI ASTROSOLAR in modo da non creare microlesioni al foglio stesso (gli avvallamenti non influiranno sulla visuale).
Foto 25
22) "Chiudere" la struttura e spillare con la cucitrice agli angoli come nella Foto 25.

Abbiamo realizzato il nostro filtro in Astrosolar. Il risultato è il seguente:











Edit ore 11.03 del 27/12/2010: Dopo aver realizzato la struttura non ci resta che controllare che IL FOGLIO DI ASTROSOLAR SIA INTATTO: il grassetto, la sottolineatura e il colore rosso non vogliono essere una sorta di terrorismo psicologico per quanto concerne le osservazioni solari, ma è comunque una precisazione che va fatta dato che per un astrofilo gli occhi sono TUTTO!
Se il filtro in Astrosolar è forato ci sarà ovviamente un passaggio di luce non filtrata, causata o da una non adeguata aderenza del rivestimento in alluminio, o da trazioni causate dalla realizzazione del supporto, oppure da un decadimento del foglio stesso.
Cosa causa questa luce solare non filtrata? In soldoni, nel caso di osservazioni prolungate le radiazioni Ultraviolette non filtrate potrebbero causare (condizionale dovuto alla non certezza dell'evento in questione) un offuscamento permanente della vista che passa sotto il nome di cataratta; nel caso di sporadiche osservazioni il pericolo è minimo.
Vi consiglio caldamente di leggere questa discussione su Coelestis e questa discussione su Forum Astrofili Italiani per capire di cosa stiamo parlando.
Come procedere in tal caso? Seguendo il consiglio di giovanni bruno in una discussione sul forum Coelestis, bisogna trovare un nastro isolante che, se messo in controluce, non lascia passare la luce solare (per sicurezza utilizzare più strati) e posizionarlo dove si notano dei microfori sull'Astrosolar.

Cieli Sereni e buona osservazione!

sabato 25 dicembre 2010

L'Eclissi Solare Anulare Parziale del 04/01/2011: come leggere i grafici di Occult per le eclissi

Nel precedente intervento abbiamo visto come e cosa accade durante un'eclissi solare; dedichiamoci ora alla prossima eclissi solare, ovvero quella del 04 gennaio 2011.

Preambolo. I dati che ho raccolto sono frutto degli algoritmi del programma gratuito Occult (disponibile nella sezione Links).

Dopo aver scaricato, installato e settato Occult, inizio ad armeggiare con il programma del Prof. David Herald notando un'interfaccia abbastanza semplice ed intuitiva. Mi precipito immediatamente su "Eclipses & transits" e poi su "Solar Eclipse prediction" da dove è possibile settare l'anno di partenza di calcolo ed avere come risultato le eclissi per i dieci anni successivi all'anno di partenza di calcolo.

Ottengo questo grafico per l'eclissi del 04/01/2011:
Dopo aver editato un file con le coordinate dei capoluoghi di regione, ho ottenuto l'ora (UT: Universal Time, leggi anche Ora del meridiano di Greenwich, per l'Italia aggiungere 1 ora) appossimativa per i vari contatti e per il massimo dell'eclissi ed inoltre abbiamo ottenuto anche la magnitudine massima.

Luogo UT I Contatto UT II Contatto UT Massimo UT III Contatto UT IV Contatto Magnitudine
Ancona 6.54.46 **:**:** 8.14.12 **:**:** 9.42.44 0,722
Aosta **:**:** **:**:** 8.09.36 **:**:** 9.33.55 0,721
Bari 6.54.12 **:**:** 8.15.41 **:**:** 9.46.35 0,702
Bologna 6.54.30 **:**:** 8.12.35 **:**:** 9.39.38 0,724
Cagliari 6.47.04 **:**:** 8.02.13 **:**:** 9.27.19 0,642
Campobasso 6.53.00 **:**:** 8.12.57 **:**:** 9.42.27 0,7
Catanzaro 6.51.26 **:**:** 8.12.18 **:**:** 9.43.07 0,671
Firenze 6.54.49 **:**:** 8.12.52 **:**:** 9.39.50 0,727
Genova **:**:** **:**:** 8.09.29 **:**:** 9.34.58 0,712
L'Aquila 6.53.04 **:**:** 8.12.15 **:**:** 9.40.51 0,706
Milano **:**:** **:**:** 8.11.21 **:**:** 9.36.56 0,726
Napoli 6.51.51 **:**:** 8.11.22 **:**:** 9.40.36 0,689
Palermo 6.48.17 **:**:** 8.06.21 **:**:** 9.34.42 0,646
Perugia 6.53.21 **:**:** 8.11.56 **:**:** 9.39.50 0,711
Potenza 6.52.46 **:**:** 8.13.24 **:**:** 9.43.42 0,692
Roma 6.51.55 **:**:** 8.10.21 **:**:** 9.38.20 0,696
Torino **:**:** **:**:** 8.09.01 **:**:** 9.33.37 0,715
Trento **:**:** **:**:** 8.14.37 **:**:** 9.41.18 0,741
Trieste 6.57.43 **:**:** 8.17.28 **:**:** 9.45.46 0,746
Venezia 6.56.25 **:**:** 8.15.14 **:**:** 9.42.45 0,739

Prima di vedere cosa osserveremo dall'Italia, spieghiamo un attimo come leggere queste informazioni; per completezza di trattazione prendiamo il grafico di un'eclissi totale (13 novembre 2012) modificando un po' i colori per rendere più semplice il riconoscimento delle varie aree, il discorso per il grafico dell'eclissi del 04 gennaio 2011 è analogo:
La sezione di grafico tra le due curve in rosso è quella di maggior rilievo poiché rappresenta il luogo dei punti per i quali l'eclissi è totale, ovvero quando il disco lunare si sovrappone interamente a quello solare oppure si potrà apprezzare il caratteristico anello di luce dell'eclissi anulare.

Le curve in rosso si interrompono quando incontrano le linee in giallo: sulla curva fucsia a sinistra il luogo dei punti per i quali il massimo dell'eclissi si ha al sorgere del sole, ovvero i luoghi per i quali passa la curva gialla vedranno sorgere il sole eclissato e man mano che passa il tempo l'eclissi diminuirà l'area del disco solare occupata da quello lunare; la curva fucsia a destra invece è il luogo dei punti per i quali il massimo dell'eclissi si ha al tramonto del sole.

Le curve in giallo sono al centro di due curve in verde che assomigliano a due petali: la curva verde più a sinistra del "petalo" sinistro è il luogo dei punti per i quali l'eclisse termina al sorgere del sole: pregate, scongiurate, implorate affinché per le eclissi che verranno non vi troviate mai su quella linea! Spostandoci invece verso la curva verde più a destra del "petalo" sinistro è possibile quantomeno vedere la fine dell'eclissi. La curva più a destra del "petalo" sinistro è il luogo dei punti per i quali l'eclissi inizia al sorgere del sole: rispetto a quelli dell'altra curva quantomeno è possibile vedere l'eclissi nella sua interezza! 
Passando al "petalo" destro, la curva più a sinistra rappresenta il luogo dei punti per i quali l'eclissi termina al tramonto del sole, mentre la è il luogo dei punti per i quali l'eclissi inizia al tramonto del sole: vale quanto detto per la prima linea verde menzionata (imprecazioni a parte!)

I due petali sono uniti dalle due curve in blue: queste rappresentano il luogo dei punti per i quali il I° contatto combacerà con il IV° contatto, ovvero il disco lunare si avvicinerà appena quello solare, sfiorandolo, per poi allontanarsi di nuovo.

Il prossimo video mette in luce ciò che accade per l'eclissi del 13/12/2012:
Spiegato come si legge questo tipo di grafico, spieghiamo ora il concetto di magnitudine di un'eclissi che è uno dei dati che appaiono nella tabella.

La magnitudine dell'eclisse è la percentuale di disco solare oscurata nella fase massima dell'eclisse che si ha quando il centro della Luna è alla minima distanza del centro del Sole nel caso di eclissi totale, mentre nel caso di eclisse parziale corrisponde al massimo oscuramento del Sole.
Essa è definita come il rapporto tra la parte di diametro del disco solare coperta dalla Luna ed il diametro del Sole e può assumere valori tra 0 e valori poco superiori ad 1 (poiché in un'eclisse totale si prende in esame non la parte di diametro coperta dalla Luna ma il diametro della Luna stessa e tale rapporto può avere valori superiori ad 1). Tanto più è maggiore di 1 la magnitudine limite, tanto più durerà la fase di Oscurità dell'eclissi totale, mentre un'eclissi anulare avrà sempre magnitudine limite minore di 1.

Cosa osserveremo dall'Italia
Effettuando uno zoom sulla mappa, possiamo in via definitiva affermare che a grandi linee:
  • L'eclissi sarà parziale dato che non è possibile calcolare gli orari per il II e III contatto (vedi tabella);
  • Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Liguria, Sardegna, gran parte dell'Emilia Romagna e della Toscana vedranno il Sole sorgere già eclissato e l'eclissi durerà pertanto di meno rispetto alle altre zone d'Italia;
  • La magnitudine dell'eclissi è in media circa del 70,6%, con un massimo del 74,6% a Trieste e un minimo del 64,2% a Cagliari;
Ecco un video dove si può vedere la simulazione con Stellarium dell'eclissi del 04/01/2011:
Cieli Sereni!

    martedì 14 dicembre 2010

    Le Eclissi Solari

    Il 4 Gennaio 2011 avremo un'eclissi solare visibile dall'Italia; cerchiamo pertanto di capire come avviene e cosa si può osservare durante questo straordinario evento astronomico.

    Cono d'ombra e di penobra
    Un'eclissi di Sole avviene poiché il nostro satellite naturale, la Luna, si frappone tra la Terra e il Sole, dunque si trova in fase di Luna Nuova. Essendo la Luna un corpo opaco (che assorbe la luce), creerà un cono d'ombra e un cono di penombra i quali impediranno alla Terra di essere investiti dalla radiazione solare.

    Nodi lunari - Fonte The Lunar Month

    Cerchiamo ora di capire perché quest'evento è straordinario:
    l'orbita lunare e l'orbita terrestre non si trovano sullo stesso piano, infatti questi sono inclinati l'uno rispetto all'altro di poco più di 5°; quest'inclinazione fa sì che le due orbite si intersechino in soli due punti detti nodi lunari. 



    Le eclissi solari si manifestano soltanto quando la Luna transita nelle vicinanze di questi due punti e solo quando questi si frappongono tra la Terra ed il Sole. Per fissare meglio il concetto, immaginiamo che le orbite risiedano nello stesso piano: se così fosse ad ogni Luna Nuova avremmo un'eclissi di Sole così come ad ogni Luna Piena avremmo un'eclissi di Luna (questa volta è la Terra ad oscurare la Luna); scenario sicuramente interessante, ma che ne perderebbe sicuramente in fascino data la metodicità.

    Una volta capito il come avviene l'eclissi, vediamo ora cosa si può osservare.
    Le eclissi solari si dividono in tre categorie: eclissi parziali, totali e anulari, a seconda di dove ci troviamo sul globo terrestre (come individuare le zone lo spiegherò in un apposito post) e della distanza della Luna dalla Terra.
    Cono d'ombra e di penombra relativo alla Luna
    Le eclissi totali ed anulari si manifesteranno nei luoghi colpiti dal cono d'ombra mentre le eclissi parziali si avranno in quelli colpiti dal cono di penombra.

    Eclissi Totale
    In questo caso si avrà l'occultazione totale del disco solare da parte della Luna, secondo il susseguirsi di 5 fasi che caratterizzano questo tipo di eclissi:
    Primo contatto





    Primo Contatto: il bordo esterno del disco lunare tocca il bordo esterno del disco solare dando così inizio al fenomeno.







    Secondo Contatto




    Secondo Contatto: il disco lunare tocca il bordo interno del disco solare.







    Oscurità




    Oscurità: il fenomeno raggiunge l'apice dove il disco solare è completamente occultato dal disco lunare; durante questa fase è possibile osservare la corona e le protuberanze solari.








    Terzo Contatto




    Terzo Contatto: stabilisce l'inizio dell'epilogo del fenomeno, il disco lunare tocca nuovamente quello solare








    Quarto Contatto




    Quarto Contatto: i bordi dei due dischi si toccano per l'ultima volta completando il transito della Luna davanti al Sole e ponendo fine al fenomeno.







    Eclissi Anulare
    Preambolo. L'orbita della Luna, oltre a non appartenere allo stesso piano dell'orbita terrestre, è anche ellittica (in accordo con le leggi di Keplero) dove la Terra occupa uno dei due fuochi (vedi ellisse) pertanto varierà la sua distanza da quest'ultima tra l'apogeo (distanza massima pari a 405000 km) e il perielio (distanza minima pari a 363000 km).
    Tornando all'eclissi, a causa di questa distanza variabile, se ne verificheranno alcune dove il disco solare non sarà completamente occultato (saltando pertanto la fase "Oscurità" dell'eclissi totale) presentando quindi un anello di luce attorno alla Luna, dal quale appunto prende il nome l'eclissi.

    Eclissi Parziale
    Questo tipo di eclissi si ha nelle zone colpite dalla penombra e si vedrà il disco lunare occultare al disco lunare senza mai coprirlo del tutto (pertanto avremo solo il primo e il quarto contatto); questo tipo di occultazione è misurata da un parametro che prende il nome di magnitudine massima che varia tra 0 e 1.

    A breve redigerò una pagina con le date delle prossime eclissi solari. Cieli Sereni!