sabato 25 dicembre 2010

L'Eclissi Solare Anulare Parziale del 04/01/2011: come leggere i grafici di Occult per le eclissi

Nel precedente intervento abbiamo visto come e cosa accade durante un'eclissi solare; dedichiamoci ora alla prossima eclissi solare, ovvero quella del 04 gennaio 2011.

Preambolo. I dati che ho raccolto sono frutto degli algoritmi del programma gratuito Occult (disponibile nella sezione Links).

Dopo aver scaricato, installato e settato Occult, inizio ad armeggiare con il programma del Prof. David Herald notando un'interfaccia abbastanza semplice ed intuitiva. Mi precipito immediatamente su "Eclipses & transits" e poi su "Solar Eclipse prediction" da dove è possibile settare l'anno di partenza di calcolo ed avere come risultato le eclissi per i dieci anni successivi all'anno di partenza di calcolo.

Ottengo questo grafico per l'eclissi del 04/01/2011:
Dopo aver editato un file con le coordinate dei capoluoghi di regione, ho ottenuto l'ora (UT: Universal Time, leggi anche Ora del meridiano di Greenwich, per l'Italia aggiungere 1 ora) appossimativa per i vari contatti e per il massimo dell'eclissi ed inoltre abbiamo ottenuto anche la magnitudine massima.

Luogo UT I Contatto UT II Contatto UT Massimo UT III Contatto UT IV Contatto Magnitudine
Ancona 6.54.46 **:**:** 8.14.12 **:**:** 9.42.44 0,722
Aosta **:**:** **:**:** 8.09.36 **:**:** 9.33.55 0,721
Bari 6.54.12 **:**:** 8.15.41 **:**:** 9.46.35 0,702
Bologna 6.54.30 **:**:** 8.12.35 **:**:** 9.39.38 0,724
Cagliari 6.47.04 **:**:** 8.02.13 **:**:** 9.27.19 0,642
Campobasso 6.53.00 **:**:** 8.12.57 **:**:** 9.42.27 0,7
Catanzaro 6.51.26 **:**:** 8.12.18 **:**:** 9.43.07 0,671
Firenze 6.54.49 **:**:** 8.12.52 **:**:** 9.39.50 0,727
Genova **:**:** **:**:** 8.09.29 **:**:** 9.34.58 0,712
L'Aquila 6.53.04 **:**:** 8.12.15 **:**:** 9.40.51 0,706
Milano **:**:** **:**:** 8.11.21 **:**:** 9.36.56 0,726
Napoli 6.51.51 **:**:** 8.11.22 **:**:** 9.40.36 0,689
Palermo 6.48.17 **:**:** 8.06.21 **:**:** 9.34.42 0,646
Perugia 6.53.21 **:**:** 8.11.56 **:**:** 9.39.50 0,711
Potenza 6.52.46 **:**:** 8.13.24 **:**:** 9.43.42 0,692
Roma 6.51.55 **:**:** 8.10.21 **:**:** 9.38.20 0,696
Torino **:**:** **:**:** 8.09.01 **:**:** 9.33.37 0,715
Trento **:**:** **:**:** 8.14.37 **:**:** 9.41.18 0,741
Trieste 6.57.43 **:**:** 8.17.28 **:**:** 9.45.46 0,746
Venezia 6.56.25 **:**:** 8.15.14 **:**:** 9.42.45 0,739

Prima di vedere cosa osserveremo dall'Italia, spieghiamo un attimo come leggere queste informazioni; per completezza di trattazione prendiamo il grafico di un'eclissi totale (13 novembre 2012) modificando un po' i colori per rendere più semplice il riconoscimento delle varie aree, il discorso per il grafico dell'eclissi del 04 gennaio 2011 è analogo:
La sezione di grafico tra le due curve in rosso è quella di maggior rilievo poiché rappresenta il luogo dei punti per i quali l'eclissi è totale, ovvero quando il disco lunare si sovrappone interamente a quello solare oppure si potrà apprezzare il caratteristico anello di luce dell'eclissi anulare.

Le curve in rosso si interrompono quando incontrano le linee in giallo: sulla curva fucsia a sinistra il luogo dei punti per i quali il massimo dell'eclissi si ha al sorgere del sole, ovvero i luoghi per i quali passa la curva gialla vedranno sorgere il sole eclissato e man mano che passa il tempo l'eclissi diminuirà l'area del disco solare occupata da quello lunare; la curva fucsia a destra invece è il luogo dei punti per i quali il massimo dell'eclissi si ha al tramonto del sole.

Le curve in giallo sono al centro di due curve in verde che assomigliano a due petali: la curva verde più a sinistra del "petalo" sinistro è il luogo dei punti per i quali l'eclisse termina al sorgere del sole: pregate, scongiurate, implorate affinché per le eclissi che verranno non vi troviate mai su quella linea! Spostandoci invece verso la curva verde più a destra del "petalo" sinistro è possibile quantomeno vedere la fine dell'eclissi. La curva più a destra del "petalo" sinistro è il luogo dei punti per i quali l'eclissi inizia al sorgere del sole: rispetto a quelli dell'altra curva quantomeno è possibile vedere l'eclissi nella sua interezza! 
Passando al "petalo" destro, la curva più a sinistra rappresenta il luogo dei punti per i quali l'eclissi termina al tramonto del sole, mentre la è il luogo dei punti per i quali l'eclissi inizia al tramonto del sole: vale quanto detto per la prima linea verde menzionata (imprecazioni a parte!)

I due petali sono uniti dalle due curve in blue: queste rappresentano il luogo dei punti per i quali il I° contatto combacerà con il IV° contatto, ovvero il disco lunare si avvicinerà appena quello solare, sfiorandolo, per poi allontanarsi di nuovo.

Il prossimo video mette in luce ciò che accade per l'eclissi del 13/12/2012:
Spiegato come si legge questo tipo di grafico, spieghiamo ora il concetto di magnitudine di un'eclissi che è uno dei dati che appaiono nella tabella.

La magnitudine dell'eclisse è la percentuale di disco solare oscurata nella fase massima dell'eclisse che si ha quando il centro della Luna è alla minima distanza del centro del Sole nel caso di eclissi totale, mentre nel caso di eclisse parziale corrisponde al massimo oscuramento del Sole.
Essa è definita come il rapporto tra la parte di diametro del disco solare coperta dalla Luna ed il diametro del Sole e può assumere valori tra 0 e valori poco superiori ad 1 (poiché in un'eclisse totale si prende in esame non la parte di diametro coperta dalla Luna ma il diametro della Luna stessa e tale rapporto può avere valori superiori ad 1). Tanto più è maggiore di 1 la magnitudine limite, tanto più durerà la fase di Oscurità dell'eclissi totale, mentre un'eclissi anulare avrà sempre magnitudine limite minore di 1.

Cosa osserveremo dall'Italia
Effettuando uno zoom sulla mappa, possiamo in via definitiva affermare che a grandi linee:
  • L'eclissi sarà parziale dato che non è possibile calcolare gli orari per il II e III contatto (vedi tabella);
  • Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Liguria, Sardegna, gran parte dell'Emilia Romagna e della Toscana vedranno il Sole sorgere già eclissato e l'eclissi durerà pertanto di meno rispetto alle altre zone d'Italia;
  • La magnitudine dell'eclissi è in media circa del 70,6%, con un massimo del 74,6% a Trieste e un minimo del 64,2% a Cagliari;
Ecco un video dove si può vedere la simulazione con Stellarium dell'eclissi del 04/01/2011:
Cieli Sereni!

    martedì 14 dicembre 2010

    Le Eclissi Solari

    Il 4 Gennaio 2011 avremo un'eclissi solare visibile dall'Italia; cerchiamo pertanto di capire come avviene e cosa si può osservare durante questo straordinario evento astronomico.

    Cono d'ombra e di penobra
    Un'eclissi di Sole avviene poiché il nostro satellite naturale, la Luna, si frappone tra la Terra e il Sole, dunque si trova in fase di Luna Nuova. Essendo la Luna un corpo opaco (che assorbe la luce), creerà un cono d'ombra e un cono di penombra i quali impediranno alla Terra di essere investiti dalla radiazione solare.

    Nodi lunari - Fonte The Lunar Month

    Cerchiamo ora di capire perché quest'evento è straordinario:
    l'orbita lunare e l'orbita terrestre non si trovano sullo stesso piano, infatti questi sono inclinati l'uno rispetto all'altro di poco più di 5°; quest'inclinazione fa sì che le due orbite si intersechino in soli due punti detti nodi lunari. 



    Le eclissi solari si manifestano soltanto quando la Luna transita nelle vicinanze di questi due punti e solo quando questi si frappongono tra la Terra ed il Sole. Per fissare meglio il concetto, immaginiamo che le orbite risiedano nello stesso piano: se così fosse ad ogni Luna Nuova avremmo un'eclissi di Sole così come ad ogni Luna Piena avremmo un'eclissi di Luna (questa volta è la Terra ad oscurare la Luna); scenario sicuramente interessante, ma che ne perderebbe sicuramente in fascino data la metodicità.

    Una volta capito il come avviene l'eclissi, vediamo ora cosa si può osservare.
    Le eclissi solari si dividono in tre categorie: eclissi parzialitotali anulari, a seconda di dove ci troviamo sul globo terrestre (come individuare le zone lo spiegherò in un apposito post) e della distanza della Luna dalla Terra.
    Cono d'ombra e di penombra relativo alla Luna
    Le eclissi totali ed anulari si manifesteranno nei luoghi colpiti dal cono d'ombra mentre le eclissi parziali si avranno in quelli colpiti dal cono di penombra.

    Eclissi Totale
    In questo caso si avrà l'occultazione totale del disco solare da parte della Luna, secondo il susseguirsi di 5 fasi che caratterizzano questo tipo di eclissi:
    Primo contatto





    Primo Contatto: il bordo esterno del disco lunare tocca il bordo esterno del disco solare dando così inizio al fenomeno.







    Secondo Contatto




    Secondo Contatto: il disco lunare tocca il bordo interno del disco solare.







    Oscurità




    Oscurità: il fenomeno raggiunge l'apice dove il disco solare è completamente occultato dal disco lunare; durante questa fase è possibile osservare la corona e le protuberanze solari.








    Terzo Contatto




    Terzo Contatto: stabilisce l'inizio dell'epilogo del fenomeno, il disco lunare tocca nuovamente quello solare








    Quarto Contatto




    Quarto Contatto: i bordi dei due dischi si toccano per l'ultima volta completando il transito della Luna davanti al Sole e ponendo fine al fenomeno.







    Eclissi Anulare
    Preambolo. L'orbita della Luna, oltre a non appartenere allo stesso piano dell'orbita terrestre, è anche ellittica (in accordo con le leggi di Keplero) dove la Terra occupa uno dei due fuochi (vedi ellisse) pertanto varierà la sua distanza da quest'ultima tra l'apogeo (distanza massima pari a 405000 km) e il perielio (distanza minima pari a 363000 km).
    Tornando all'eclissi, a causa di questa distanza variabile, se ne verificheranno alcune dove il disco solare non sarà completamente occultato (saltando pertanto la fase "Oscurità" dell'eclissi totale) presentando quindi un anello di luce attorno alla Luna, dal quale appunto prende il nome l'eclissi.

    Eclissi Parziale
    Questo tipo di eclissi si ha nelle zone colpite dalla penombra e si vedrà il disco lunare occultare al disco lunare senza mai coprirlo del tutto (pertanto avremo solo il primo e il quarto contatto); questo tipo di occultazione è misurata da un parametro che prende il nome di magnitudine massima che varia tra 0 e 1.

    A breve redigerò una pagina con le date delle prossime eclissi solari. Cieli Sereni!

    venerdì 10 dicembre 2010

    Auriga: una costellazione e quattro miti - Parte II

    Ecco, sono pronto a riprendere quanto interrotto.

    Il mito di Fetonte
    Elio con il suo carro - Fonte Flickr
    Stando al II libro delle Metamorfosi di Ovido, Fetonte era figlio di Elio, il dio Sole che guidava il cocchio solare, e della ninfa Climene, ma fu cresciuto da Eos (l'Aurora), sorella del padre, e dallo sposo di questa, Cefalo. Le sue reali origini gli furono tenute nascoste, ma quando iniziò a dubitare su chi fosse realmente il padre e volendo mostrare ai suoi amici le sue origini divine, si recò al palazzo di Elio per avere proprio da lui la conferma della sua stirpe celeste.
    Arrivato alla dimora di Elio, subito si diresse al suo cospetto, ma fermandosi a una certa distanza: più vicino non ne avrebbe sostenuto il fulgore. Avvolto in un manto purpureo, Elio sedeva su un trono tutto sfolgorante di smeraldi luminosi; «Perché sei venuto?» gli disse. «Cosa cerchi in questa rocca, Fetonte, rampollo che mai potrei rinnegare?». Il ragazzo rispose con referenza: «Dammi testimonianza, o padre, che mi rassicuri d'essere tuo figlio, e strappami questa incertezza dal cuore». Elio abbracciandolo gli disse: «Non c'è ragione per negare che tu sia mio figlio. E perché tu non abbia dubbi, chiedimi quello che vuoi: da me l'avrai; e alla mia promessa sia testimone quella palude misteriosa su cui giurano gli dei (Stige, ndr)». 
    Non appena tacque, il giovane gli chiese il cocchio, col permesso di guidare per tutto un giorno i cavalli dai piedi alati. Si pentì il padre suo di aver giurato e cercò di dissuaderlo, ma Fetonte non volle sentire ragioni; allora il genitore, dopo avere indugiato quanto più possibile, condusse il giovane al cocchio, sublime dono di Vulcano.
    Mentre Fetonte ammirava gli ornamenti del sublime carro, dall'oriente lucente l’Aurora puntuale spalancò i battenti purpurei: il cocchio doveva uscire. Elio spalmò sul volto di Fetonte un unguento per proteggerlo dal calore, poi gli pose sul capo la corona fiammeggiante. «Se almeno vuoi seguire i consigli di tuo padre» disse il dio «non usare la frusta, tieni ben strette le redini. I cavalli corrono già abbastanza senz'essere spronati. E non proseguire diritto attraverso le cinque zone del cielo, ma giunto al bivio, volta a sinistra – vedrai facilmente i solchi delle mie ruote. Inoltre, bada, affinché il cielo e la terra ricevano un egual calore, di non andare né troppo in alto né troppo in basso; infatti, se vai troppo in alto incendierai il cielo, e se se vai troppo in basso dai fuoco alla terra. La via più sicura è nel mezzo. Ma affrettati! Mentre ti parlo, la rugiadosa Notte ha raggiunto la sua meta ad occidente. E’ ora di partire. Guarda, già rosseggia l’alba. Figliolo, la Fortuna ti assista e ti sia miglior consigliera di quanto tu sei a te stesso. Ecco, prendi le redini.»
    Caduta di Fetonte - Fonte Wikimedia





    Subito dopo l'inizio del viaggio, i cavalli si accorsero del peso troppo leggero del cocchio, s'imbizzarrirono e presero a solcare sentieri diversi da quelli usuali correndo all'impazzata: prima salirono troppo in alto, bruciando un tratto del cielo che divenne la Via Lattea, quindi scesero troppo vicino alla terra, devastando la Libia che divenne un deserto.
    Zeus affinché non commettesse ulteriori disastri, colpì Fetonte con una delle sue folgori, il quale con i capelli in fiamme precipitò dal carro come una stella cadente, atterrando nel fiume Eridano.






    E con quello di Fetonte siamo al terzo mito. Il quarto narra della figura secondaria nella rappresentazione dell'Auriga, ovvero la capra Amaltea con i suoi due capretti.

    Il mito di Amaltea
    Zeus, un satiro ed Amaltea - Fonte
    Zeus, padre e signore degli dei dell'Olimpo, era stato anch'egli un infante ed aveva un padre, Crono, davvero fuori dai canoni. Crono divorava i figli partoriti da sua moglie Rea poiché gli era stato predetto che sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli; dopo aver dato alla luce e visti divorare dallo Poseidone, Ade, Estia, Demetra ed Era, Rea decise di salvare il suo prossimo nascituro, Zeus. Appena nato, Zeus fu portato a Creta dove venne allevato dalle ninfe Io e Adrastea e nutrito con il latte della capra Amaltea, la quale aveva appena partorito due capretti, mentre Rea rifilava a Crono una pietra avvolta in fasce.
    Una volta cresciuto, Zeus uccise Amaltea e con la sua pelle fece un'armatura che lo rese invincibile nella Titanomachia (guerra contro i Titani). e, in segno di riconoscenza, immortalò la capretta ponendola nel firmamento nella costellazione dell'Auriga come la stella più luminosa di questa costellazione: Capella.


    E con questo abbiamo terminato i miti dell'Auriga. Cieli sereni!

    mercoledì 1 dicembre 2010

    Auriga: una costellazione e quattro miti - Parte I

    Le costellazioni del Toro e dell'Auriga



    Dopo Orione e il Toro passiamo ai miti riguardanti l'Auriga.
    Iniziamo con l'identificare l'Auriga (il Cocchiere) nel cielo invernale: è alquanto semplice in quanto a partire dalla stella che fa da punta al corno del Toro alla nostra destra (Alnath) abbiamo una figura circa pentagonale, che è proprio l'Auriga.




    La costellazione dell'Auriga



    Passiamo ora alla sua rappresentazione: abbiamo un uomo seduto che tiene in braccio una capra e due capretti e nella mano destra stringe delle briglie o una frusta.
    Da quanto detto istintivamente l'associeremmo ad un pastore e di fatti così è, tanto è vero che i sumeri chiamavano questa costellazione ZUBI ovvero "il Pastorale". Per quanto concerne l'identificazione nella mitologia greca, si fronteggiano tre interpretazioni: Erittonio, Mirtilio e Fetonte.





    Il mito di Erittonio
    Gea consegna Erittonio ad Atena - Fonte Wikimedia
    L'identificazione mitologica più accreditata è quella di Erittonio, figlio di Efesto e Gea.
    Un giorno Atena si recò da Efesto per farsi costruire delle armi; Efesto, il quale aveva smascherato da poco la tresca tra sua moglie Afrodite e Ares, s'invaghì di Atena e cercò di possederla. La Pallade (Atena), la quale in alcun modo voleva rinunciare alla sua verginità, si oppose strenuamente tanto che il seme di Efesto venne versato sulla sua gamba; la dea, disgustata, asciugò lo sperma di Efesto con un batuffolo di lana gettandolo poi a terra, fecondando in tal modo Gea (la Madre Terra). Da quest'unione nacque Erittonio il quale aveva una coda di serpente al posto delle gambe (l'aspetto serpentiforme/anguiforme era prerogativa degli esseri nati dalla Madre Terra, ndr). Gea non volle prendersi cura del bambino, pertanto Atena, mossa a compassione dall'aspetto del neonato, lo prese sotto la sua protezione. Lo nascose in una cesta e lo affidò alle figlie di Cecrope (Aglauro, Pandroso e Erse) alle quali intimò di non aprire mai la cesta. Quest'ultime, spinte dalla curiosità, aprirono ugualmente la cesta, disobbedendo alla dea la quale, adirata, le spinse ad uccidersi gettandosi dalla rocca di Atene (un'altra versione del mito narra che, all'apertura della cesta e alla conseguente visione della deformità anguiforme di Erittonio, le sorelle si spaventarono e precipitarono dalle mura). Erittonio crebbe, allevato dalla dea Atena nel suo santuario ed, ereditando il trono da Cecrope, divenne il quarto re di Atene. Per nascondere il suo aspetto serpentiforme, inventò una particolare quadriga (un cocchio trainato da quattro cavalli) ed introdusse ad Atene i Giochi Panatenaici ai quali partecipò vincendo con la sua invenzione.
    Per tutte questi motivi, fu immortalato in cielo, ma senza arti serpentiformi.


    Il mito di Mirtilo
    Pelope e Ippodamia - Fonte Flickr
    Figlio del dio Ermes e dell'amazzone Mirte, Mirtilo era il cocchiere del re pisano Enomao ed il più esperto tra i cocchieri. Enomao, dato che un oracolo aveva predetto la sua morte per mano del futuro genero, ideò uno stratagemma affinché la figlia Ippodamia non trovasse marito: ciascun pretendente avrebbe ospitato Ippodamia sulla sua biga, dopodiché avrebbe dovuto batterlo in una corsa di bighe, pena la morte. Battere il re era un'impresa impossibile dato che: in primis la presenza di Ippodamia rallentava l'andatura; in secundis Enomao disponeva di due cavalle velocissime, Psilla e Arpinna, donategli dal padre Ares; in terzis disponeva del migliore auriga in circolazione! Quando Pelope arrivò a Pisa con un carro leggerissimo trainato da due cavalli alati regalatigli da Poseidone, tredici pretendenti erano già caduti e le loro teste erano state impalate all'entrata del castello. Fu un colpo di fulmine quando lo sguardo dei due giovani s'incrociarono. Pelope, mosso dalla passione che nutriva per Ippodamia e scosso dal raccapricciante spettacolo al quale aveva dovuto assistere entrando a palazzo, escogitò a sua volta uno stratagemma; convinse Mirtilo, il quale era anch'esso segretamente innamorato di Ippodamia, a sabotare il carro di Enomao sostituendo i perni delle ruote con dei perni di cera. Mirtilo accettò e pertanto, durante la corsa, il carro si sfasciò ed Enomao morì. I tre giovani scapparono dalla popolazione che voleva vendicare il proprio re e, mentre Pelope si allontanò in cerca di una fonte, Mirtilo tentò di fuggire con Ippodamia (secondo un'altra versione tentò di usarle violenza), ma al suo ritorno Pelope, di fronte alle ripetute proteste della giovane, spinse Mirtilo giù da una scogliera. L'auriga cadendo maledì il suo omicida e tutta la sua stirpe e, dopo la sua morte, il padre Hermes lo consegnò al cielo notturno come costellazione dell'Auriga.

    Alla prossima puntata e Cieli Sereni!